Ma esistono le scuole felici? Si possono provare a costruire? Quali sono gli ingredienti? Una scuola elementare senza zaino, senza voti, senza libri e senza fotocopie dove ciascun bambino e ciascuna bambina può scegliere ogni giorno cosa imparare è una bella idea per il futuro? Come si possono provare a costruire? Quali sono gli ingredienti? Una scuola senza zaini, senza libri di testo, senza fotocopie e senza voti può essere una proposta positiva?
Abbiamo intervistato un maestro che ogni giorno cerca di imparare dai bambini e dalle bambine. Un maestro che crede che insegnare sia un atto d’amore e che debba insegnare significhi davvero lasciare un segno. Nella classe gli alunni e alunne lavorano in modo autonomo, in alcune sessioni di lavoro addirittura mentre uno studia scienze, l’altra fa esercizi di matematica e un altro italiano. Una scuola che si basa sul valore positivo dell’errore perché senza errore non c’è apprendimento. Una scuola che quindi valorizza gli sbagli e bandisce i voti perchè inutili per valutare le competenze e demotivanti per chi li riceve. Una scuola elementare dove ciascun bambino e ciascuna bambina può scegliere ogni giorno cosa imparare è una bella proposta per il futuro nella misura in cui è già praticata oggi.
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